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Umarell: i supervisori dei cantieri

Mani dietro la schiena, sguardo critico, nessuna fretta. La parola bolognese che è entrata nei dizionari di tutta Italia.

16 ottobre 2026

I artécol i én in itagliàn: in bulgnaiṡ a i é sôl al sît. S’at sè al dialàtt, dàs una man a tradûṡer! Dî la tô

Lo riconoscete subito: pensionato, mani giunte dietro la schiena, spesso appoggiato a una transenna. Osserva con attenzione il lavoro degli operai, e ogni tanto commenta. È l’umarell, dal dialetto umarèl, “ometto”.

Il termine è stato reso popolare dallo scrittore bolognese Danilo Masotti, che ha raccolto e raccontato questa figura con affetto e ironia. Da allora la parola è uscita da Bologna, è finita nei giornali nazionali e poi nei dizionari della lingua italiana.

Come si diventa umarell

  • Postura: mani dietro la schiena, obbligatorio.
  • Posizione: il più vicino possibile al cantiere, ma senza disturbare.
  • Competenza: “Ai miei tempi questa trave la mettevano dall’altra parte.”
  • Costanza: tutti i giorni, alla stessa ora.

Con i grandi cantieri degli ultimi anni in città, dalla Garisenda alle nuove linee del tram, gli umarell non sono mai stati così impegnati. Qualcuno dice che senza di loro i lavori andrebbero più lenti. Nessuno ha mai osato verificarlo.

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