Lucio Dalla, il bolognese universale
Nato il 4 marzo 1943, come racconta la sua canzone più famosa. Dal jazz in cantina a “Caruso”, la storia di un artista che non ha mai lasciato la sua città.

Pochi artisti sono stati così legati alla propria città come Lucio Dalla a Bologna. Nato il 4 marzo 1943, data che diventerà il titolo di una sua celebre canzone, è morto a Montreux, in Svizzera, il 1° marzo 2012, pochi giorni prima del suo sessantanovesimo compleanno.
Dal clarinetto al cantautore
Comincia come clarinettista jazz nei gruppi bolognesi degli anni Cinquanta e Sessanta, nello stesso ambiente in cui suonava un altro giovane appassionato di jazz, il futuro regista Pupi Avati. Poi arrivano la voce, i testi e una carriera lunga cinquant’anni.
Le canzoni
Alcune tappe che quasi tutti conoscono: “4/3/1943” e “Piazza Grande”, presentate a Sanremo all’inizio degli anni Settanta; “L’anno che verrà”, che ancora oggi si canta a ogni Capodanno; “Caruso”, del 1986, interpretata da cantanti di tutto il mondo; e “Attenti al lupo”, tormentone del 1990.
La sua Bologna
Dalla abitava in via D’Azeglio, nel cuore della città, e lo si incontrava spesso a passeggio o al bar sotto casa. La sua abitazione è oggi gestita da una fondazione che la apre alle visite: un piccolo museo pieno di oggetti, quadri e stranezze, esattamente come lui. Quando morì, migliaia di persone riempirono Piazza Maggiore per salutarlo.
Per i fan. Le visite alla casa di Lucio Dalla vanno prenotate: controllate date e modalità sul sito ufficiale della Fondazione.
Porta a casa un pezzo di questa storia
Dischi di Lucio Dalla
Da “Piazza Grande” a “Caruso”: in vinile per i nostalgici, in cd per l’auto.
Vedi su AmazonGuida di Bologna
Una guida aggiornata, per chi arriva per la prima volta o vuole scoprire i dettagli nascosti.
Vedi su Amazon
Scopri i suggerimenti In qualità di Affiliato Amazon, Socmel! riceve un guadagno dagli acquisti idonei.


