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I tre segreti di Bologna

Una freccia piantata in un soffitto, una finestrella che si affaccia su un canale e un “telefono” medievale. Li conoscete tutti?

26 ottobre 2026

Il Canale delle Moline visto dalla finestrella di via Piella

Ogni bolognese che si rispetti li ha mostrati almeno una volta a un amico venuto da fuori. Sono i famosi “segreti” della città: piccoli dettagli che non trovi se non sai dove guardare. La lista cambia un po’ a seconda di chi la racconta, ma questi tre ci sono quasi sempre.

1. La freccia di Strada Maggiore

Sotto il portico della Casa Isolani, al numero 19 di Strada Maggiore, alzate gli occhi: tra le travi del soffitto è conficcata una freccia. Le leggende si sprecano. La più raccontata parla di tre briganti pagati per uccidere un nobile: proprio mentre stavano per scoccare, una donna affacciata alla finestra di fronte si spogliò, uno degli arcieri si distrasse e la freccia finì nel legno.

2. La finestrella di via Piella

In via Piella c’è uno sportello di legno su un muro. Aprendolo appare un’immagine che non ti aspetti: il Canale delle Moline che scorre tra le case, come in una piccola Venezia. Pochi sanno che sotto Bologna corre una rete di canali che per secoli ha mosso mulini, filande e botteghe.

3. Il “telefono senza fili”

Sotto il Voltone del Palazzo del Podestà, tra Piazza Maggiore e piazza del Nettuno, mettetevi in due agli angoli opposti, con il viso verso la colonna. Parlate a bassa voce: l’altro vi sentirà perfettamente, grazie alla forma della volta. Si racconta che nel Medioevo servisse ai confessori per ascoltare i malati senza avvicinarsi troppo.

Altri “segreti” che spesso entrano nella lista: la scritta Panis vita, Canabis protectio, Vinum laetitia sotto lo stesso Voltone. Ma qui ci fermiamo, altrimenti non sarebbero più segreti.

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